Tumore ipofisi: sintomi, prevenzione, cause, diagnosi

Perdita di peso dopo la rimozione della ghiandola surrenale

Come si cura Cos'è L'ipofisi, o ghiandola pituitaria, è una ghiandola situata dentro il cranio, alla sua base.

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Pur essendo molto piccola, con dimensioni paragonabili a quelle di un pisello, ha un ruolo determinante poiché è collegata direttamente con una parte del cervello chiamata ipotalamo e garantisce il legame tra le attività del cervello e quelle del sistema endocrino per la produzione di ormoni.

L'ipofisi è regolata dagli ormoni prodotti dall'ipotalamo e a sua volta produce ormoni che influenzano l'attività di altre ghiandole come tiroide, ghiandole surrenali e gonadi ovaie e perdita di peso dopo la rimozione della ghiandola surrenale denominate "ghiandole bersaglio". Proprio per questa funzione di controllo è anche definita "ghiandola maestra".

I sintomi di questa sindrome includono i seguenti: Sete eccessiva cronica polidipsia Ipertensione Basso livello di potassio nel sangue ipocalemia La caratteristica distintiva del feocromocitoma è un alta pressione sanguigna improvvisa o continua che è spesso resistente al trattamento. Altri sintomi includono emicranie severe, aumento della sudorazione, palpitazioni cardiache e nausea. I sintomi del neuroblastoma includono dolore addominale e dolore osseo in caso di malattia metastatica. Esami di laboratorio Tramite analisi delle urine e del sangue è possibile rilevare concentrazioni aumentate di ormoni ad esempio di cortisolo o di aldosterone e di altre sostanze per esempio di potassio. I sintomi del paziente orientano su quali esami effettuare.

Il tumore dell'ipofisi si sviluppa dalle cellule della ghiandola ipofisaria. Quanto è diffuso Il tumore dell'ipofisi, nella maggioranza dei casi, è un adenoma e solo raramente 0,2 per cento di tutti i tumori ipofisari un carcinoma.

L'adenoma ipofisario costituisce il 10 per cento di tutti i tumori intracranici. Ha una prevalenza di circa casi per Recenti studi hanno inoltre dimostrato che nel 10 per cento circa dei pazienti che si sottopongono a esami radiografici del cervello per altre ragioni, si riscontra un piccolo adenoma ipofisario. Questo fa supporre che la malattia sia molto più comune di quanto rilevato, ma abbia una crescita talmente lenta da non dare disturbi per un lunghissimo periodo di tempo.

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Il tumore all'ipofisi non è molto frequente: gli adenomi ipofisari sono presenti nella popolazione generale in circa casi per milione di persone, mentre i carcinomi ipofisari descritti nella letteratura scientifica internazionale sono appena sopra il centinaio. Con l'eccezione degli adenomi che producono l'ormone prolattina i cosiddetti prolattinomigli adenomi ipofisari colpiscono in egual misura uomini e donne e possono manifestarsi a qualsiasi età, sebbene siano più frequenti nell'età adulta o avanzata.

Chi è a rischio In rarissimi casi il tumore dell'ipofisi sembra legato a una storia familiare, mentre generalmente compare nella forma sporadica, cioè non è trasmessa dai genitori e non sarà trasmessa ai figli.

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  • Uno stress test insulinico, che induce ipoglicemia e causa un aumento dei livelli di cortisolo, rappresenta il metodo standard per lo studio dell'integrità dell'asse ipotalamo-ipofiso-surrenalico in molti centri ma è necessario un attento monitoraggio per evitare una grave ipoglicemia prolungata.
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Altrettanto rari sono i tumori dell'ipofisi che fanno parte di sindromi genetiche,causate da mutazioni in specifici geni non ancora del tutto noti un esempio è la sindrome della neoplasia endocrina multipla tipo 1, MEN 1, in cui sono state identificate alterazioni genetiche di un fattore nucleare chiamato menina.

Tipologie Gli adenomi ipofisari sono classificati in base alle dimensioni, in microadenomi diametro inferiore a 10 mm e macroadenomi diametro uguale o superiore a 10 mme in base al tipo di ormone prodotto, in adenomi che producono prolattina prolattinomi, circa 4 adenomi su 10adenomi che producono ormone della crescita circa 2 su 10 e adenomi che non producono alcun ormone circa 3 su I carcinomi, che sono rarissimi, possono essere di difficile diagnosi anche all'esame istologico qualora non siano già presenti metastasi in altri organi e in particolare nel cervello, nel midollo spinale e nelle meningi.

Tra i sintomi comuni, che si manifestano più frequentemente nei macroadenomi, vi sono mal di testa e alterazioni oculari per compressione delle vie ottiche, con riduzione del campo visivo.

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Solo in presenza di adenomi di grandissime dimensioni possono comparire vomito, bulimia, sonnolenza, disorientamento e diabete insipido. Il diabete insipido - che non ha niente a che vedere con il metabolismo degli zuccheri - è una malattia legata alla carenza di vasopressina chiamata anche ormone anti-diuretico, ADHun ormone immagazzinato nella porzione posteriore dell'ipofisi che regola i processi che portano il rene a concentrare le urine. A causa della mancanza di tale ormone, le persone con diabete insipido sono costrette a bere quantità elevatissime di liquidi fino a 10 litri al giorno per reintegrare quelli persi con le elevate quantità di urina prodotta.

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Oggi questa malattia viene curata tramite l'assunzione dell'ormone sintetizzato in laboratorio. Questo tipo di tumore si manifesta soprattutto nell'età adulta e avanzata e molti dei segni e sintomi che lo caratterizzano possono essere erroneamente attribuiti ai processi fisiologici dell'invecchiamento irregolarità o scomparsa del ciclo mestruale nella donna con la menopausa, impotenza e disturbi dell'erezione negli uomini.

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Gli adenomi che producono ormoni determinano quadri clinici caratteristici. Uno degli ormoni più spesso prodotti dai tumori ipofisari è la prolattina: gli alti livelli tipici del prolattinoma provocano il blocco del ciclo mestruale in donne che non hanno ancora raggiunto la perdita di peso dopo la rimozione della ghiandola surrenale e possono anche causare una produzione anomala di latte dal seno galattorrea.

Nell'uomo impotenza e perdita di interesse per la sfera sessuale potrebbero essere i primi sintomi del prolattinoma.

Generalità

Il tumore dell'ipofisi che provoca un aumento della produzione di corticotropina o ACTH si manifesta con sintomi come aumento di peso e dei peli sul corpo, gonfiore al viso, depressione o umore mutevole, alti livelli di zucchero nel sangue e ipertensione. Infine, il tumore dell'ipofisi che fa aumentare i livelli di tireotropina o TSH si presenta con sintomi come tremori, battito cardiaco accelerato, perdita di peso, aumento dell'appetito, difficoltà a prendere sonno e ansia, determinati dall'aumentata produzione di ormoni tiroidei.

Prevenzione Sulla base delle conoscenze attuali non esiste alcuna forma di prevenzione contro il tumore dell'ipofisi. Diagnosi La diagnosi del tumore dell'ipofisi non è sempre facile.

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Il primo passo è un'attenta visita medica durante la quale lo specialista prende nota dei sintomi e della presenza in famiglia di altri casi di tumore dell'ipofisi o di alcune sindromi ereditarie.

Se in base ai risultati della visita resta il sospetto di tumore dell'ipofisi, sono valutati i livelli ormonali con un prelievo di sangue e un esame delle urine.

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Quando si sospetta che il tumore abbia ridotto la funzione della parte sana dell'ipofisi, si valutano sia i livelli degli ormoni ipofisari sia di quelli prodotti dalla ghiandola bersaglio.

Infine, per confermare la diagnosi sono indicati esami di tipo neuro-radiologico come la tomografia computerizzata TC o la risonanza magnetica RM che permettono di identificare lesioni anche di piccole dimensioni meno di 2 mm di diametro.

Evoluzione La maggior parte dei tumori dell'ipofisi è rappresentata da forme benigne e di conseguenza non esistono criteri specifici per la stadiazione. Tuttavia, mentre la maggior parte dei microadenomi che producono prolattina rimangono di piccole dimensioni per tutta la vita, gli adenomi mostrano una lenta crescita nel corso degli anni.

Per capire il grado di malignità e la sua evoluzione si calcola in genere il cosiddetto indice di proliferazione, ovvero il numero di cellule in rapida replicazione all'interno della neoplasia.

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Se tale indice è inferiore al 3 per cento, si tratta sicuramente di una forma benigna, mentre sopra il 3 per cento si tende a considerarla una forma maligna o potenzialmente maligna.

Dal momento che i tumori ipofisari sono piuttosto rari, è molto importante rivolgersi a centri specializzati dove è possibile disporre dei migliori trattamenti e contare sulla presenza di medici esperti. Per scegliere il trattamento più adatto dopo una diagnosi di tumore dell'ipofisi è comunque fondamentale sapere se si tratta di una forma benigna e prendere in considerazione altri fattori come le dimensioni del tumore, l'eventuale produzione di ormoni e il tipo di ormone prodotto.

Quanto è diffuso

In molti casi di tumore dell'ipofisi, la chirurgia resta il trattamento di prima scelta; nei prolattinomi invece è preferibile la terapia farmacologica a quella chirurgica. Il successo terapeutico, cioè l'asportazione completa dell'adenoma, mantenendo intatta la normale funzione dell'ipofisi si raggiunge nel per cento dei casi di microadenoma e nel per cento dei casi di macroadenoma.

Nel caso obat pelangsing fatloss berbahaya cui il tumore dell'ipofisi si sviluppi nuovamente dopo l'intervento chirurgico o non risponda alla terapia farmacologica, il paziente viene sottoposto a radioterapia, tecnica che utilizza i raggi X per colpire le cellule.

Oggi è possibile fare ricorso a varianti innovative della radioterapia classica sempre più sofisticate, precise e meno pericolose per i tessuti circostanti, come la radioterapia stereotassica gamma knife e cyber knifeoppure la radioterapia con raggio di protoni, che utilizza i protoni una delle particelle di cui è composto l'atomo al posto dei raggi X, disponibile solo presso centri specializzati.

Nelle forme maligne che non rispondono ai trattamenti sopra elencati, si usa una chemioterapia per via orale a base di temozolomide, in grado di interferire sia con lo sviluppo degli adenomi aggressivi sia dei carcinomi veri e propri.

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